PRESENTAZIONE DEL RESTAURO DELLA MOSTRA D'ALTARE

Le anticipazioni trovano conferma e cerchiano in rosso sul calendario la data di venerdì 10 maggio. È questo, infatti, il momento che coincide con una prima, attesissima, riapertura dell'Oratorio della Misericordia di Orvieto considerato, senza retorica, un vero e proprio scrigno di bellezza ritrovata che attende solo di svelarsi al pubblico. Dopo almeno quarant'anni dal suo smontaggio – di cui resta ignota la data – la mostra d'altare è stata finalmente ricollocata nella sua sede originaria.

Il merito va ascritto ad uno straordinario recupero interamente finanziato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell'Umbria diretta dalla dottoressaMarica Mercalli e fortemente voluto sia dall’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Orvieto-Todi che da don Luca Conticelli, presidente della Confraternita di San Giovanni Decollato della Misericordia di Orvieto. Diretti dalla storica dell'arte Stefania Furelli, funzionario della Soprintendenza, i lavori sono stati eseguiti da mani esperte.

Quelle di tre restauratori – Giuseppe Ammendola e Chiara Munzi della ditta Keorestauro Snc in collaborazione con Paolo Munzi – che hanno reso possibile un eccellente recupero. Saranno loro stessi ad illustrarne le fasi durante la presentazione in situ del restauro in programma per le 16 che si aprirà con i saluti di monsignor Benedetto Tuzia, vescovo della Diocesi di Orvieto-Todi, della soprintendente Marica Mercalli e del tenente colonnello dei Carabinieri Guido Barbieri, comandante del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Perugia.

Attesi anche gli interventi di don Luca Conticelli, Stefania Furelli e Giovanna Bandinu, coordinatore dell'Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Orvieto-Todi. "La mostra d'altare in legno intagliato e dorato – spiega quest'ultima – fu realizzata nel 1649 e commissionata dalla Confraternita durante l'episcopato del cardinale Fausto Poli, vescovo di Orvieto dal 1644 al 1653. A fronte di ciò è stata riposizionata, al centro della mostra d’altare, la pala raffigurante la Pietà, risalente al XVII secolo".

Il successo dell'intervento che proseguirà con il restauro dei preziosi stalli lignei realizzati nel 1566, intagliati e dipinti da decorazioni a grottesche, restituisce alla città di Orvieto uno dei suoi pregevoli monumenti al quale dovrà essere dedicata un'accurata ricognizione. Nell'ottica di rendere fruibile tanta bellezza si accarezza già l'idea, in un futuro prossimo, di un biglietto unico che consenta di visitare l'Oratorio della Misericordia in abbinamento ai Sotterranei della Chiesa di Sant'Andrea.(da www.orvietonews.it)

CONTABILITA' ORDINARIA 1 TRIMESTRE 2019 PARROCCHIA DI SANT'ANDREA

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L'ALTARE LIGNEO E' STATO RIPOSIZIONATO NELL'ORATORIO DELLA MISERICORDIA

 

Continua l'opera di restauro dei beni recuperati nell'Oratorio della Misericordia di Orvieto.La determinazione e l'amore per le testimonianze del passato del Parroco della Collegiata di Sant'Andrea e San Bartolomeo nonchè Commissario della Confraternita della Misericordia di San Giovanni Decollato, Don Luca Conticelli, figlio d'arte del maestro Marcello Conticelli, hanno vinto sull'inerzia del passato e hanno regalato alla città e alla Diocesi di Orvieto Todi un bene prezioso che giaceva in totale abbandono, rischiando di essere definitivamente cancellato dall'incuria e dal tempo. A breve, l'Oratorio della Misericordia, sarà fruibile anche dai cittadini orvietani e dai turisti che lo vorranno visitare. Un'opera compiuta non solo grazie all'abilità dei maestri restauratori, ma anche grazie alla fattiva sinergia tra la Diocesi di Orvieto Todi, la Soprintendenza ai Beni Culturali, il Nucleo Tutela Patrimonio Artistico dell'Arma dei Carabinieri, la Confraternita della Misericordia di San Giovanni Decollato e  la Parrocchia di Sant'Andrea e San Bartolomeo.

CONTABILITA' ORDINARIA - SALDO 4 TRIMESTRE

L’OPERA DI RESTAURO È COMPIUTA

L'altare ligneo torna all'Oratorio della Misericordia. In primavera, l'apertura

sabato 9 febbraio 2019
 di DAVIDE POMPEI

L'altare ligneo torna all'Oratorio della Misericordia. In primavera, l'apertura

Recuperata e sottoposta al necessario restauro conservativo, per il suo montaggio, assemblaggio e ancoraggio serviranno alcuni giorni. Nella mattina di venerdì 8 febbraio, però, la struttura in legno che incorniciava l'altare monumentale, innalzato nel 1649 e a lungo mancante, ha finalmente (e definitivamente) fatto ritorno all'interno dell'Oratorio della Misericordia. Un tesoro nascosto, chiuso ormai da anni, che a primavera tornerà a mostrarsi in tutta la sua bellezza.

Stanno lavorando d'intesa con la Soprintendenza affinché una prima apertura sia possibile già entro il mese di aprile la Diocesi di Orvieto-Todi, la Parrocchia di Sant'Andrea e la Confraternita della Misericordia, nella consapevolezza di ciò che per tante generazioni di orvietani ha rappresentato l'antico complesso architettonico composto, oltre che dall'oratorio anche dalle adiacenti chiese di Sant'Agnese e San Giovanni decollato.


Foto: http://www.valconi.it/orvieto/

L'ultima apertura al pubblico di quelle porte, di cui si ha memoria, risale ad agosto 2013 ed avvenne in via straordinaria grazie all'iniziativa "L'arte al costo di un caffè" promossa dall'Ufficio per i Beni Culturali della Diocesi in stretta collaborazione con l'Associazione “Pietre Vive”, impegnata nella promozione e valorizzazione di alcuni edifici di culto grazie alla presenza e alla formazione dei volontari. Destinata a tornare sopra all'altare, la pala che raffigura "La Pietà".

Secondo le ricerche effettuate fino ad oggi, l'opera esposta da ottobre 2013 a Palazzo Coelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto che ne ha finanziato il restauro, sembra essere stata realizzata nel primo trentennio del XVII secolo da un copista di ambito bolognese, formatosi presso la bottega romana di Annibale Carracci. In un secondo momento si potrà ammirare anche il coro ligneo ricco di stucchi dorati, insieme al ciclo pittorico dedicato alla vita di San Giovanni Battista.

Proceduti a singhiozzo ma propedeutici alla riapertura, i lavori che hanno riguardato il consolidamento delle fondamenta. Soddisfatto per qualcosa che, seppure in mezzo a difficoltà burocratiche ed economiche, sta prendendo forma, il parroco don Luca Conticelli. Nell'ottica di rendere fruibile tanta bellezza si accarezza già l'idea di un biglietto che consenta di visitare l'oratorio in abbinamento ai sotterranei della Chiesa di Sant'Andrea.




 

ALCUNI CHIARIMENTI IN MERITO AL CORRETTO UTILIZZO DEI FONDI DELLA DIOCESI DI ORVIETO TODI

Ristrutturazione del Seminario vescovile e Oratorio San Filippo Neri

"Qualche tempo fa, su una rivista mensile di Todi, qualcuno lamentò che Orvieto assorbiva tutte le disponibilità economiche della Diocesi, a svantaggio di Todi. Ora, domenica 3 febbraio, sulle pagine de La Nazione, è comparso un articolo sulla destinazione dei fondi dell’8Xmille nella nostra Diocesi di Orvieto-Todi; vi si denuncia il fatto che la ripartizione ha premiato la città di Todi a svantaggio della città della rupe.

È proprio così: si può dire tutto e il contrario di tutto quando, nell’informare, si parte da una tesi preconcetta e a questa si piegano dei dati, magari anche veri, ma parziali, e perciò stesso fuorvianti. Si potrebbe subito eccepire che la Diocesi è una, e questo continuare a parlare di città del colle e città della rupe, come anche di territorio orvietano e territorio tuderte, è modo fuorviante e stantio, oltre che estraneo ad ogni visione ecclesiale della realtà, ma questo, a qualcuno, potrebbe sembrare un glissare sui fatti. E allora di fatti parliamo.

Ogni anno, la nostra Diocesi, come tutte le altre in Italia, ha la possibilità di presentare progetti di ristrutturazione e realizzazione di edifici destinati al culto e alla pastorale, fino ad un tetto massimo stabilito, all’apposito ufficio della Conferenza Episcopale Italiana. Tali progetti, se ritenuti idonei (come quasi sempre avviene), con fondi dell’8Xmille, fino al 2017 venivano finanziati per il 50% dell’importo, poi fino al 70%.

È di tali fondi che, stando al dato “vero” del 2017, si dice, falsamente, che vanno quasi completamente destinati al territorio tuderte, «dove la Diocesi sta investendo molto», e questo, lo si lascia intendere, è prassi costante e perciò ingiusta. Se l’estensore dell’articolo de La Nazione (C.L.) avesse puntato all’informazione autentica, cioè completa, e non allo scoop, avrebbe potuto visionare non solo un pieghevole preparato dalla Diocesi per informare sulla destinazione dell’8Xmille nell’anno 2017, ma i documenti di tutti gli anni precedenti e fino ad oggi, scoprendo tante altre informazioni che, certo, non sarebbero stati utili per uno scoop, ma magari per informare sì.

Avrebbe scoperto che:

1. Da quando esiste questa modalità di finanziamento, anche se del tutto casualmente, perché nella Chiesa ci si muove tenendo conto delle necessità e non del dover spartire 50 e 50, gli interventi sul territorio orvietano e su quello tuderte, grosso modo si equivalgono, sia per numero che per importo complessivo.

2. Fino ad oggi tutte le richieste avanzate dalle parrocchie sono state evase, e perciò, anche questo casualmente, non è stato mai necessario dare ad una parrocchia che richiedeva la possibilità di presentare un intervento per il finanziamento, un qualsiasi diniego.

3. Nel 2017 la quasi totalità degli interventi ha riguardato il territorio tuderte, come l’anno successivo la totalità degli interventi è stata realizzata su quello orvietano, con il consolidamento dell’edificio del Seminario Vescovile, sede dell’Oratorio cittadino, e quello della chiesa parrocchiale di san Vito in monte, cantieri ancora attivi.

4. Nel 2017 si sono fatti lavori per il vescovado di Todi ed è stato realizzato il centro pastorale di Pantalla, come l’anno precedente erano stati realizzati interventi sul vescovado di Orvieto e, due anni prima, era stato inaugurato il centro pastorale di Castel Giorgio (e tali strutture non si realizzano tutti gli anni).

E infine, con un po’ di attenzione alla cronaca, interpolata con informazioni che, solo a volerle, si potevano reperire facilmente in Diocesi, il signor C.L. avrebbe potuto, magari, far mente locale sul fatto che, nel 2016, nel centro Italia si è fatto sentire il terremoto che, anche se in proporzioni nettamente più modeste che in altre Diocesi, anche nella nostra ha provocato diversi danni: modesti nell’orvietano, molto più corposi nel tuderte, a motivo della vicinanza con l’epicentro.

Avrebbe anche potuto scoprire che, nel 2016, la nostra Diocesi, al momento del terremoto, aveva già rinunciato a gran parte del finanziamento annuale per mancanza di richieste, finanziamento che ha prontamente recuperato per la ristrutturazione di alcune chiese danneggiate dal sisma, mentre la somma di € 300.000,00, messa dalla CEI a disposizione della Diocesi a fondo perduto per l’immediata riapertura di uno o più luoghi di culto danneggiati dal sisma, è stata destinata ad una delle parrocchie più grandi della nostra diocesi, Acquasparta, per la ristrutturazione della chiesa parrocchiale.

Concludendo.

Preparando il pieghevole di cui sopra, pensavamo di rendere un dovuto servizio di trasparenza a tante persone che destinano ogni anno l’8Xmille della loro IRPEF alla Chiesa Cattolica. Ci rattrista un po’ il costatare che quanto è stato fatto per informare, in spirito di comunione, venga utilizzato in modo fuorviante. E tuttavia continueremo".

Fonte: Uffici diocesani Beni Culturali e Sovvenire

 

LA LEGGENDA DI SAN GIULIANO

Nuova produzione per Kaminateatro-Studio d’Arte Fede e Storia, pronta a sortire con "La Leggenda di San Giuliano". Questo, il titolo del nuovo allestimento in programma per venerdì 8 e sabato 9 febbraio alle 21.15 sotto le volte della Chiesa di Sant'Andrea, nell'area antistante la rappresentazione pittorica de "L'Ospitaliere", il benestante mercante fiammingo redento fino alla santità. Quinte naturali del monologo saranno proprio gli affreschi della navata di sinistra, per chi entra dall'ingresso principale, eseguiti nel XVI secolo dagli allievi di Luca Signorelli.

Solo interprete della trasposizione letteraria del testo sarà il virtuoso attore trevigiano, naturalizzato orvietano, Andrea Brugnera con il coordinamento alla regia dello scenografo e artista argentino Carlos Coccia. Si tratta della settima produzione, nata dalla collaborazione fra l'Associazione Kamina e lo Studio, che tende al recupero della Sacra Rappresentazione in una città che da sempre ne è stata custodia e fulcro.

L'evento, accolto dalla Parrocchia di Sant’Andrea nella persona di don Luca Conticelli e con la gentile concessione degli Uffici Diocesani per i Beni Culturali Ecclesiastici e la Liturgia, è sostenuto dai progetti di ricerca dello Studio d'Arte Fede e Storia del Gordon College – Sede Distaccata di Orvieto, diretto dal professor John Skillen. Cuore spirituale, storico e artistico, le chiese più antiche della città.

"Per la seconda volta nel ciclo delle nostre creazioni – anticipa Brugnera – ci troviamo a lavorare intorno ad un affresco a tema sacro. Cercheremo di entrare in relazione con esso per avvicinarlo ai nostri sguardi contemporanei ormai privi di fascinazione e sensibilità, quando non di fede. L’ultima azione del genere è avvenuta due anni fa con 'L’Albero della Vita' drammatizzato nel 2017 nella Chiesa di San Giovenale.

La sfida è quella di far scendere fino a noi le antiche pitture e farle parlare, restituire loro suono e continuità. Il processo non è molto distante dall’interazione fra iconografia e atto drammatico che nell’Età di Mezzo coglieva gli auditori popolari e meno sofisticati, educandoli con le inesauribili tecniche narrative, evangeliche ed agiografiche, della Biblia Pauperum, la Bibbia dei semplici".

"La Leggenda di San Giuliano" è uno spettacolo ispirato alle gesta di Giuliano, l’Ospitaliere, figura controversa e umana cui molta letteratura e iconografia si è ispirata nel tempo, a partire dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine nel XIII secolo, fino a Gustave Flaubert nel 1877. L’opera del primo, stesa fra il 1260 e il 1298, anno della scomparsa del monaco-vescovo-autore conta 150 vite di santi e li individua come marcatori del tempo.

Figure, cioè, che in senso escatologico guidano con l’esempio delle loro esistenze, verso l’Universale Giustizia. La diffusione della Legenda presso gli auditori medievali fu inferiore soltanto a quella della Bibbia. Motivo epico e fondante del racconto è il rapporto che lega l’uomo alla natura, alla famiglia, all’alterità. Giuliano è un giovane cavaliere che nel delirio per la caccia annienta ogni forma di vita che incontra, attirandosi una sovrannaturale maledizione che lo condurrà, proprio come Edipo, all’assassinio dei genitori.

"Il riscatto da questa colpa e la debita redenzione giungeranno solo attraverso l’annullamento della personalità e l’amore per i reietti, che lo trasformeranno prima in traghettatore e poi in santo. Questi moduli narrativi sono attuali proprio perché senza tempo. La lettura che intendiamo dare al lavoro è medievale quel tanto che basta per riferirci a una documentazione agiografica coerente, ma essenzialmente contemporanea. I temi della distruzione della natura, della negazione dei legami familiari e, infine, del recupero di una propria dignità solo grazie al riconoscimento del diverso non sono semplici argomenti del nostro quotidiano ma i rintocchi di un orologio che può scandire la fine della nostra cultura".(articolo da www.orvietonews.it)

CONTABILITA' ORDINARIA 3° TRIMESTRE DELLA PARROCCHIA DI SANT'ANDREA E SAN BARTOLOMEO

LA STORIA DEL GIGLIO D'ORO

La consegna del Giglio d'Oro a Sua Santità Papa Paolo VI

di Valentino Saccà

ORVIETO – Un legame che ha la forma di un Giglio e la sostanza dell’oro. E’ quello tra Orvieto e il processo di canonizzazione di Papa Paolo VI proclamato Santo il 14 ottobre 2018. Un legame che viene mantenuto nel t7empo proprio da un calice con giglio d’oro realizzato da Marcello Conticelli nel 1964 e donato al Pontefice in occasione della sua visita a Roma come prezioso segno di ringraziamento degli artigiani orvietani verso il Santo Padre.
Nello stesso anno, quando Papa Paolo VI visitò Bombay, portò con sé quello che definì “il dono più prezioso per i più poveri del mondo”. Questo dono era proprio il “Giglio d’oro”, attualmente ospitato in modo speciale nell’ Arhidiocesan Heritage Museum, istituito nel 2011 dall’Arcidiocesi di Bombay nel suo sforzo di preservare e promuovere il suo ricco e variegato patrimonio e la sua storia.

Questo importante filo tra la Rupe e l’India è stato recentemente rinsaldato con una lettera che porta la firma di Padre Warner Dosuza, Direttore dell’Archidiocesan Heritage Museum di Mumbai, la vecchia Bombay. Il destinatario, Luca Conticelli, conosciuto in città per essere il “don” d’eccellenza ma anche perché uno dei figli di Marcello, l’indimenticabile “Fabbro del Papa”.
“Sarebbe una grande gioia se lei potesse condividere informazioni o immagini del disegno o dei disegni del Giglio d’oro e anche alcune immagini della sua presentazione a Sua Santità. Ciò contribuirebbe sicuramente alla nostra ricerca sul tema del Congresso Eucaristico Internazionale, 1964; la nostra gratitudine per il dono prezioso e la gratitudine degli archivi del Museo e dell’Arcidiocesi di Bombay nel suo complesso”. Questo un passo della missiva giunta a fine agosto nelle mani di don Luca. 

“Quando ho ricevuto la lettera di padre Warner Dosuza – racconta commosso don Luca – stavo a pranzo con mia madre e sono rimasto piacevolmente sorpreso nel leggere questo messaggio, in cui mi spiegavano un po’ la storia di come il calice era giunto a Mumbai. Io ovviamente nel ’64 ancora non ero nato, il calice non l’ho mai visto dal vivo, ma ne sono a conoscenza grazie ai racconti di mio padre e di mia madre”.
Da qui, è iniziata una fitta corrispondenza attraverso cui la famiglia Conticelli ha inviato molto materiale all’Arcidiocesi relativo alla visita di Paolo VI nel 1964 ad Orvieto ed alla consegna del prezioso lavoro eseguito dalla Bottega Artigiana Marcello Conticelli, in collaborazione con l’orafo Luciano Coppola su disegno dell’Architetto Alberto Stramaccioni. Così come dall’Arcidiocesi sono state inviate fotografie del calice custodito proprio nel Archidiocesan Heritage Museum.

 

“Padre Werner – continua a raccontare don Luca – cercava materiale in più sul calice, disegni e foto ma di disegni non ne esistono. Questo perché il progetto è nato in collaborazione con l’architetto Stramaccioni e Luciano Coppola, e loro erano abituati a stracciare  i disegni dei progetti perché era sempre più forte quello che avevano in testa”.  Il giglio rappresenta simbolicamente, ha ricordato Don Luca, la bellezza del dono di Cristo, che sboccia proprio sul calice contenente il suo sangue. “Ecco perché – ha chiosato Don Luca – a pochi passi dal nostro Duomo si staglia l’Hotel Giglio”.

Da qui la proposta da parte della famiglia di invitare i rappresentanti della Chiesa Indiana ad Orvieto in occasione del Corpus Domini 2019 con il “Giglio d’Oro” che tornerebbe in città dopo 54 anni.  “Nel 2019 – aggiunge ancora don Luca – sono 10 anni dalla sua scomparsa, e ci terrei a ricordare il suo operato e dare una spinta per una possibile rinascita dell’artigianato a Orvieto. Per la nostra famiglia sarebbe davvero una grande commozione e per  nostro padre il giusto riconoscimento per quello che ha fatto per questa città”.

 

CONTABILITA' ORDINARIA DELLA PARROCCHIA - AGGIORNAMENTO TRIMESTRALE

MONSIGNOR GIOVANNI MARRA E' TORNATO ALLA CASA DEL PADRE

S.E.Monsignor Giovanni MARRA

Si è spento ieri sera a Roma, all’età di 87 anni, dopo una malattia che lo aveva colpito in questo ultimo periodo, Monsignor Giovanni Marra, Vescovo Emerito di Messina.

Nato a Cinquefrondi (Reggio Calabria) il 5 febbraio 1931, fu ordinato sacerdote il 19 settembre 1953. Dal 1960 al 1986 prestò servizio presso la Santa Sede, prima presso la Congregazione per il Clero, poi in Segreteria di Stato, infine all'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA). Il 7 giugno 1986 venne eletto, da Papa Giovanni Paolo II, Vescovo Titolare di Usula, con l'incarico Ausiliare di Roma per le Attività Pastorali ed Amministrative e Segretario Generale del Vicariato, e consacrato vescovo il 28 giugno dello stesso anno dal Cardinale Ugo Poletti nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

Nel 1986 è stato nominato Vescovo e dal 1989 al 1996 è stato Ordinario Militare per l’Italia e dal 1997 al 2006 Arcivescovo di Messina. Successivamente è stato anche Amministratore Apostolico nella Diocesi di Orvieto Todi.

Monsignor Marra, negli anni in cui operò a Roma, presso il Vicariato prima e poi alla Santa Sede, fu la "mano" di Giovanni Paolo II nel sostegno alle strutture delle suore di Madre Teresa che aprivano in quegli anni a Roma. In particolare seguì per la Santa Sede l’avvio di "Casa Allegria", la struttura di accoglienza per ragazze madri nel quartiere periferico di Primavalle.

Il 14 novembre 1989 fu nominato Arcivescovo Titolare di Ravello ed Ordinario Militare per l'Italia, carica che mantenne fino al 31 gennaio 1996 e che gli diede diritto all'automatica promozione al grado di Generale di Corpo d'Armata; nel contempo divenne Preposto del Capitolo della Basilica di Santa Maria ad Martyres in Roma. Il 17 maggio 1997 fu eletto Arcivescovo Metropolita di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela e Archimandrita del S.S. Salvatore. Prese canonico possesso dell'arcidiocesi il 21 giugno dello stesso anno.

Il 18 novembre 2006 Papa Benedetto XVI accettò le dimissioni nunc pro tunc rassegnate ai sensi del can. 401 C.I.C., nominandolo amministratore apostolico. Concluse il mandato in diocesi il 5 gennaio 2007. Il 3 gennaio 2007 Papa Benedetto XVI lo nominò Membro della Congregazione per i Vescovi. Il 5 marzo 2011 lo stesso pontefice lo nominò Amministratore Apostolico ad Nutum Sanctae Sedis della Diocesi di Orvieto-Todi.

8 x MILLE: L'UTILIZZO NELLA CHIESA CATTOLICA DIOCESI DI ORVIETO TODI

Ogni anno, in Italia, i contribuenti, della propria dichiarazione dei redditi, possono versare l’8 per mille dell’IRPEF alla Chiesa Cattolica, come anche a diverse altre Confessioni religiose, o allo Stato per attività culturali.

Lo Stato Italiano trasferisce alla Chiesa Cattolica Italiana tali importi che, secondo gli accordi appositamente stipulati, vengono destinati ad attività caritative, pastorali, culturali, missionarie e di sostentamento del clero impegnato nelle attività pastorali in Italia.

Tali somme, oggi, costituiscono per la maggior parte delle Diocesi, e così per la nostra di Orvieto-Todi, la quasi totalità delle entrate e, quindi, la fonte preponderante per  sostenere tutte le proprie attività, come quelle delle varie Parrocchie.

La foto, del  pieghevole a lato, ha lo scopo di documentare in modo trasparente l’uso dei fondi dell’8 per Mille nella nostra Diocesi, che nell’anno 2017 hanno superato i 3 milioni di euro ed è ben leggibile visitando il sito della Diocesi Orvieto Todi www.diocesiorvietotodi.it

Il suddetto pieghevole oltre ad essere disponibile presso le Parrocchie della Diocesi di Orvieto Todi è ben leggibile visitando il sito www.diocesiorvietotodi.it

BORSA DI STUDIO "MARCELLO CONTICELLI"

Come annunciato in occasione dell’iniziativa organizzata nel mese di febbraio dall’Uni3 di Orvieto in ricordo dell’artista-artigiano Marcello Conticelli e ribadito durante la consegna del Pialletto d’Oro 2018, viene istituita la Borsa di Studio “Marcello Conticelli” riservata agli studenti delle classi V dell’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato.

La Borsa di Studio, voluta dai familiari, è rivolta ai maturandi dell’IPSIA che, annualmente, affronteranno gli Esami di Stato e sarà assegnata a chi avrà ottenuto, al termine degli esami di maturità, la votazione più alta.

Recentemente è stato predisposto dai familiari, di concerto con l’Istituto, il Regolamento con i criteri per l’assegnazione, visionabile presso la Segreteria dell’IPSIA. La scelta di premiare i ragazzi dell’Ipsia scaturisce dalla frequentazione dell’allora Scuola Tecnica Industriale dove Marcello frequentò i primi tre anni di avviamento professionale, poi all’inizio degli anni ‘60 venne incaricato dal Consiglio d’Amministrazione della Scuola Industriale di assumere l’incarico di Istruttore tecnico-pratico nell’officina meccanica.

Quando poi la Scuola si trasformò in Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato, Conticelli si diplomò avendo in precedenza frequentato soltanto la scuola tecnica. Con l’istituzione di una borsa di studio, i famigliari, oltre che ricordare e far conoscere ai più giovani la figura di Marcello, desiderano contribuire ad incentivare la conoscenza da parte degli studenti di un periodo in cui la città di Orvieto brillava particolarmente per le varie forme di artigianato e per la presenza di numerose botteghe artigiane che rievocavano ed esaltavano le sue caratteristiche di borgo medievale. La premiazione avverrà a marzo 2019 nell’ambito della consegna del Pialletto d’Oro all’artigiano orvietano dell’anno, in collaborazione con la C.N.A. di Orvieto.

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Marcello Conticelli (27 luglio 1930-05 agosto 2009), allievo del Maestro Maurizio Ravelli, realizzò nel 1964, nella sua storica bottega di Via Vivaria, il pregevole Calice in oro donato dalla città di Orvieto a Papa Paolo VI in occasione della sua storica visita sulla Rupe. Il manufatto venne successivamente donato dal Pontefice alla Cattedrale di Bombay, dov’è tuttora conservato, e il gesto, in occasione della visita del Papa in India, venne accompagnato da queste parole: “Alla Chiesa più povera del mondo intendo fare omaggio dell’opera più preziosa avuta in dono da quando siedo sul Soglio di Pietro”.

In anni più recenti, Conticelli ha eseguito il Nuovo Reliquario del Miracolo di Bolsena, confrontandosi nell’occasione con il precedente manufatto, realizzato da Ugolino di Vieri, che costituisce uno dei più straordinari capolavori mondiali dell’oreficeria medievale. Conticelli ha collaborato per circa quarant’anni con la signora Lea Pacini, fondatrice del Corteo storico (oltre 400 figuranti) che sfila per le vie di Orvieto nella giornata del Corpus Domini, ed è l’autore di tutte le armi, le armature, gli scudi e le corazze dei personaggi, oltre che di molti dei Gonfaloni artistici che vengono esposti in città durante la storica sfilata. 

Disegnatore provetto, oltre che cesellatore e continuatore di tecniche antichissime legate alla lavorazione del ferro (è considerato l’ultimo esecutore mondiale dell’ageminatura, cioè della tecnica di inserire metallo prezioso fuso all’interno di scanalature precedentemente ricavate sul manufatto), Conticelli ha insegnato per anni nelle scuole tecniche di Orvieto ed ha sfornato una nidiata di artigiani. Suoi lavori di arte sacra sono presenti nella Chiesa di Santa Cristina a Bolsena, nel Santuario di Santa Maria del Sasso di Bibbiena (Arezzo), a Viterbo (Basilica di Santa Rosa), Castiglione in Teverina, all’interno del Duomo di Orvieto e, sparse qua e là, in moltissime chiese e pievi del territorio orvietano e di quello viterbese. 

Alcune sue opere per abitazioni private di Orvieto, Roma, Milano, Perugia e Firenze (città nella quale ha avuto modo di eseguire opere anche per la nota casa di moda Gucci) sono state immortalate dalle più prestigiose riviste di arredamento del mondo. Negli anni Settanta la Bbc, emittente di stato inglese, trasmise in prima serata uno speciale sull’ultimo fabbriciere medievale rimasto al mondo, riprendendolo e intervistandolo mentre, nella sua bottega orvietana di via Vivaria, eseguiva i manufatti destinati al Corteo storico. Nel 1986 ha fatto parte della giuria della Biennale Mondiale dell’Arte Fabbrile di Stia (Arezzo). Per i suoi meriti artistici, Conticelli ha conseguito l’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica.

DON LUCA CONTICELLI PARLA DELLA DONAZIONE DELL'OTTO PER MILLE

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25 MARZO 2018 - DOMENICA DELLE PALME

Con la Domenica delle Palme inizia la Settimana Santa, ma non termina la quaresima, che finirà solo con la celebrazione dell'ora nona del giovedì santo, giorno in cui, con la celebrazione vespertina si darà inizio al sacro triduo pasquale.

Nella forma ordinaria del rito romano essa è detta anche domenica De Passione Domini (della passione del Signore). Nella forma straordinaria la domenica di passione si celebra una settimana prima, perciò la Domenica delle palme è detta anche "seconda domenica di passione".

Questa festività è osservata non solo dai cattolici, ma anche dagli ortodossi e dai protestanti.

In questo giorno la Chiesa ricorda il trionfale Ingresso a Gerusalemme di Gesù in sella a un asinoosannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma (12,12-15). La folla, radunata dalle voci dell'arrivo di Gesù, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi intorno, e agitandoli festosamente gli rendevano onore.

LA PASSIONE DI GESU' - 23 MARZO 2018 - MUSICHE DAI BORGHI, TRA STORIA E RADICI POPOLARI

Si svolgerà nella Collegiata di Sant'Andrea e Bartolomeo il Concerto del maestro e fisarmonicista Arcangelo di Micco con inizio alle ore 18.00.

La voce sarà quella dei Silvia Nardelli e le musiche si avvarranno anche dell'accompagnamento delle percussioni dei tamburi a cornice di Antonio Di Rienzo.

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "TRA L'INCUDINE E IL MARCELLO"

17 febbraio 2018 - Nella Sala Santoro della UNI TRE si è svolto un incontro commemorativo della figura dell'artista orvietano Marcello Conticelli coordinato dalla giornalista del quotidiano  "La Nazione" Chiara santilli. Erano presenti oltre alla moglie Amabile, ai tre  figli Luca, Marco e Roberto, ai nipoti e ai cugini, anche il Sindaco di Orvieto Giuseppe Germani e il Presidente dell'UniTre Riccardo Cambri.Tra il pubblico alcuni collaboratori e conoscenti di Marcello e moltissimi iscritti alla Uni Tre.    

SOLENNITA DELLA MADONNA DI LOURDES NELLA PARROCCHIA DI SANT'ANDREA E SAN BARTOLOMEO

Madonna di Lourdes

Il Parroco della Parrocchia di Sant'Andrea e San Bartolomeo, Don Luca Conticelli, informa che, domenica 11 febbraio 2018, alle ore 11.30, nella Chiesa Collegiata di Sant'Andrea e San Bartolomeo, si svolgerà la solenne celebrazione eucaristica in onore della Madonna di Lourdes.La Santa Messa sarà celebrata da S.E. Monsignor Giovanni Scanavino, Vescovo Emerito della Diocesi di Orvieto Todi e sarà trasmessa in diretta streaming da TeleOrvietoWeb. La celebrazione eucaristica sarà visibile sul sito del giornale on line orvietosi e sulla pagina del profilo Facebook della Parrocchia di Sant'Andrea e San Bartolomeo dove restera' in differita come documentazione video anche nei giorni a venire.

ESITO DELLA RIUNIONE DEL CONSIGLIO AFFARI ECONOMICI DELLA PAROCCHIA

A seguito della riunione del Consiglio Affari Economici della Parrocchia di Sant’Andrea il consigliere commercialista ha presentato i dati relativi a tutti i contributi ed alle  tasse versati.Durante la riunione, inoltre, è stata prospetta, discussa e approvata all'unanimità il progetto di avvikare i lavori di ristrutturazione della facciata della casa canonica che affaccia sul Corso Cavour e pertanto saranno richiesti le relative autorizzazioni ai proprietari degli appartamenti interessati. I lavori verranno realizzati  da un'impresa che verrà scelta mediante regolare gara di appalto.

Rendiconto della contabilità ordinaria del IV trimestre 2017.

FESTA DI SANT'ANDREA NELLA COLLEGIATA DEI SS.ANDREA E BARTOLOMEO

Festa di Sant'Andrea 2017 - Omelia del Vescovo della Diocesi di Orvieto -Todi, S.E. Monsignor Benedetto Tuzia che ha presieduto la solenne Celebrazione Eucaristica.

Il 30 novembre u.s. si è volta nella Chiesa Collegiata la solenne celebrazione eucaristica in onore di Sant'Andrea presideuta da S.E. il Vescovo della Diocesi di Orvieto Todi Monsignor Benedetto Tuzia e concelebrata dal Parroco Don Luca Conticelli e i Parroci di San Giovenale e San Domenico. 

APRE LA BIBLIOTECA PARROCCHIALE DELLA COLLEGIATA DEI SS.ANDREA E BARTOLOMEO

La Biblioteca della Chiesa Parrocchiale dei Santi Andrea e Bartolomeo il 25 ottobre prossimo, dalle ore 14.00 e alle ore 16.00 e così' per ogni mercoledì successivo, aprirà le porte a tutti coloro che vorranno prendere visione e leggere gli oltre tremila volumi di diverse materie ivi conservati e appartenenti all'Archivio ed al Capitolo della Collegiata. La consultazione dei testi potrà avvenire, solo ed esclusivamente, all'interno della Sala Studio della Casa Parrocchiale dietro prenotazione, telefonando al numero 329 2081122.

Molti saranno anche i testi provenienti dall'archivio minore della Chiesa degli Scalzi, recentemente ristrutturata e riaperta al culto e che daranno vita il prossimo 3 novembre alla presentazione del libro "Gli Scalzi ad Orvieto: storia di una confraternita", curato e scritto da Luca Giuliani e con una introduzione magistrale di Sua Eccellenza il Vescovo della Diocesi di Orvieto Todi, Monsignor Benedetto Tuzia.

LA LECTIO DIVINA

Ogni MARTEDI alle ore 21:00 nella Chiesa degli Scalzi avrà luogo la LECTIO DIVINA a cura del Parroco don Luca Conticelli.

 

Nella liturgia cristiana, la Lectio Divina (lettura divina) è un modo tradizionale di pregare la Bibbia.

 

Durante la lectio divina, cioè "lettura della volontà di Dio", il credente legge le Scritture nella convinzione che Dio voglia istruirlo attraverso di esse. È un modo di pregare che il credente può attuare anche nel quotidiano, e si suddivide in lettura del passo (lectio), riflessione su di esso (meditatio), preghiera (oratio), contemplazione estetica (contemplatio) e comprensione di ciò che "è bello" (consolatio), "bene" (discretio) e "giusto" (deliberatio). A ciò segue l'azione (actio), la messa in pratica di ciò che il credente ha "imparato". Secondo la Chiesa cattolica, è proprio la lectio divina ciò che i credenti domandano nel Padre nostro, quando dicono: “sia fatta la tua volontà, come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro Pane quotidiano”.

 

La tradizione della Chiesa cattolica ritiene, in realtà, che l'ascolto con messa in pratica della Parola di Dio sia una sfida ardua. In sostanza, Essa ritiene che:

 

  1. la messa in pratica non sia un'opera puramente umana. Essa non può essere realizzata appoggiandosi unicamente sulle proprie forze intellettuali, che siano un'affinata intelligenza o la conoscenza perfetta dell'esegesi biblica.
  2. l'Ascolto è un'operazione che parte da Dio: noi non scegliamo quale Parola mettere in pratica, ma è Dio che, nella Sua sapienza di veduta, ci dona "Parola del giorno” per quel nostro bisogno di quel dato giorno, attraverso la Liturgia della Chiesa.

 

A sua volta, durante l'operazione dell'Ascolto, la Chiesa ritiene che l'intelligenza umana si scontri con due cose:

1) l'abisso che esiste tra ciò che noi sappiamo (la nostra intelligenza, i nostri pensieri) e ciò che noi facciamo (i nostri impulsi, i nostri atti)

2) la nostra volontà ammalata, che fa altro dal mettere in pratica la Parola ricevuta. Dunque, né la sola intelligenza né la sola volontà ci aiutano a cavarcela; il lato pratico dell'Ascolto ci sfugge. È proprio la pratica della lectio divina, a questo punto, che insegnerà praticamente come colmare questo abisso di intelletto e volontà.

 

FESTA DI SAN BARTOLOMEO NELLA DIOCESI DI ORVIETO TODI

Martirio di San Bartolomeo dipinto su tela di Giovan Battista Pittoni - (Venezia)

Ricorre il 24 agosto la festa di San Bartolomeo e nella località omonima si svolgera DOMENICA 27 agosto alle ore 17:00 la Santa Messa in onore del Santo.

Al termine della celbrazione eucaristica, che verrà ripresa e trasmessa televisivamente da TeleOrvietoWeb, seguirà un rinfresco offerto a tutti i fedeli presenti. 

NUOVO INGRESSO TRA I COMPONENTI DEL CONSIGLIO AFFARI ECONOMICI DELLA PARROCCHIA

Massimo Toppi, commercialista, è entrato a far parte del Consiglio Affari Economici della Parrocchia di Sant'Andrea e San Bartolomeo.

CONTABILITA' ORDINARIA DELLA PARROCCHIA - AGGIORNAMENTO

A settembre inizio dei lavori nella Cappella degli Scalzi del Cimitero

Si è riunito il Consiglio Affari Economici della Parrocchia dei SS. Andare e Bartolomeo, durante il quale è stata confermata la chiusura definitiva dei lavori alla Chiesa degli Scalzi con relativo saldo di tutti i fornitori. 
Il Consiglio ha inoltre confermato che si dia seguito ai lavori di restauro della Chiesa di San Rocco ed ha annunciato che nel prossimo mese di settembre inizieranno i lavori presso la Cappella della Chiesa degli Scalzi ubicata nel Cimitero di Orvieto.

 

 

 

 

Intervista a Don Luca Conticelli che spiega l'utilizzo dell'otto per mille nella Diocesi di Orvieto Todi

Veglia di preghiera per le vocazioni

“Sabato prossimo, 22 aprile, ad Orvieto presso il Monastero del Buon Gesù, si terrà la Veglia di preghiera per le vocazioni presieduta da S.E. il  Vescovo Monsignor Benedetto Tuzia. 
L'inizio è previsto per le ore 21.00 presso la Chiesa degli Scalzi, nella piazzetta del Liceo Classico (Piazza Ippolito Scalza).
Seguirà una piccola processione aux flambeaux per dirigersi alla volta del Monastero del Buon Gesù.
"Vi invitiamo a partecipare e a pubblicizzare l'iniziativa, per contribuire alla costruzione del futuro della nostra amata Chiesa”.
Il Vescovo e l’Ufficio di Pastorale Vocazionale

FILMATO DI REPERTORIO sulla Giornata Mondiale della Vita Consacrata

Che fine avranno fatto le formelle in terracotta del Portico, rimosse due anni fa per motivi di sicurezza

Dopo vari appelli e sollecitazioni da parte del Parroco della Collegiata, Don Luca Conticelli, il 14 aprile 2015, come evidenziato dal documento filmato muto tratto dal repertorio di TeleOrvietoWeb Uno, i Vigili del Fuoco del Distaccamento di Orvieto, intervenuti su richiesta di alcuni cittadini preoccupati dalla improvvisa caduta sul suolo sottostante il Portico della Chiesa di materiali in muratura appartenenti ad una serie di formelle in terracotta,  dopo un attento e meticoloso sopralluogo, hanno disposto il transennamento temporaneo dell'area. Secondo i Vigili del Fuoco, infatti, in occasione di giornate di pioggia abbondante, le grondaie completamente intasate, provocavano scolo abbondante e infiltrazioni di acqua, che finivano col deteriorare il legno del tetto al quale erano fissate. Essendo il Portico di pertinenza del Comune di Orvieto, le formelle in terracotta sono state presumibilmente trasferite, dal personale del CSM comunale che le ha rimosse, in un apposito locale, ma, da allora, dopo che il tetto è stato bonificato e l'area sottostante il Portico riaperta, si attende che le formelle rimosse, costituenti la cornice del tetto, possano essere riposizionate nel loro posto originario.

Consiglio per gli Affari Economici della Parrocchia

Il Consiglio per gli Affari Economici della Parrocchia ha redatto e pubblicato, esponendolo al pubblico all'interno della chiesa e affiggendolo, come ogni anno, lungo la navata laterale sinistra, il rapporto di chiusura della CONTABILITA' ANNUALE che ha chiuso con un ATTIVO di 512,77 euro.

Il Consiglio si è arricchito dell'ingresso di due nuovi Consiglieri: l'Avvocato Francesco Venturi e il dottor Aldo Mattioni che si aggiungono ai Consiglieri già in carica Catia Cruciani, Pasquale Della Valle, Livio Farina, Luca Martini, Roberta Mattioni, Alessia Solini e Stefano Stramaccioni.