La Beata Vergine Maria assunta in cielo nel dipinto di Tiziano

L'ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA IN CIELO

L'Assunzione di Maria in Cielo è una tradizione di fede nata nel cristianesimo a partire dal quinto secolo,[1] sviluppatasi sempre più nel corso del tempo che ha raggiunto già nel Medioevo sia il riconoscimento delle autorità ecclesiastiche e della teologia, sia un profondo radicamento nella devozione popolare.

Secondo questa tradizione, Maria, la madre di Gesù, terminato il corso della vita terrena, fu trasferita in Paradiso, sia con l'anima sia con il corpo, cioè fu assunta, accolta in cielo. L'Assunzione di Maria non implica necessariamente la morte (tesi della Dormizione), ma neppure la esclude. L'Assunzione, nel pensiero cattolico, è un'anticipazione della resurrezione della carne, che per tutti gli altri uomini avverrà soltanto alla fine dei tempi, con il Giudizio universale. È quindi differente dall'approdo in Paradiso riconosciuto ai vari Santi, i quali hanno raggiunto la beatitudine celeste solo con l'anima. Questo, tra l'altro, giustifica le numerose apparizioni di Maria nel corso del tempo in tutto il mondo, che la Chiesa cattolica, nei casi in cui le riconosce credibili, lo fa anche riguardo al fatto che la Madonna appare realmente in carne e ossa.

Al riguardo, non è contraddittorio il fatto che Maria sia apparsa nei vari secoli e continenti con aspetto fisico differente: la Chiesa cattolica crede e professa che il corpo con cui i redenti vivono la beatitudine eterna è un corpo 'glorificato', e non lo stesso corpo con cui le persone conducono la loro esistenza sulla terra. Il corpo glorificato non è soggetto alla relativizzazione spazio-temporale né alla caducità così come a nessuna legge fisica.

La Chiesa professa che Maria è, con Gesù, l'unica persona in tutta la storia dell'umanità a essere ufficialmente riconosciuta assunta in cielo (quindi in corpo e anima) già ora, prima della seconda venuta del Cristo. Ciò è possibile perché Maria, secondo la Chiesa, è stata l'unica persona a essere preservata dal peccato originale che ha coinvolto tutta l'umanità. Per questo, la tradizione, e poi il dogma che ne è scaturito, dell'Assunzione di Maria sono in stretta connessione logica con i loro corrispettivi inerenti all'Immacolata Concezione, secondo cui appunto Maria fu preservata dal peccato originale alla sua nascita, anche qui unica con Gesù tra l'umanità post peccato originale, anche se la tradizione dell'Immacolata Concezione è successiva nel tempo rispetto a quella dell'Assunzione, e anche più elaborata e discussa teologicamente. Tuttavia, paradossalmente, il dogma dell'Assunzione di Maria è successivo a quello dell'Immacolata, anzi, è in ordine di tempo, l'ultimo dogma della Chiesa cattolica, essendo stato proclamato da Pio XII solamente il 1º novembre 1950[2], quasi un secolo dopo quello dell'Immacolata Concezione, proclamato da Pio IX nel 1854.

Questo fatto non deve sorprendere: contrariamente al pensare comune, i dogmi più che essere imposizioni dall'alto ai credenti sono riconoscimenti e ufficializzazioni di credenze e tradizioni già diffuse nel seno della comunità della Chiesa; tra l'altro, spesso sono stati proclamati non per affermare un nuovo fatto di fede ma per difendere una tradizione già esistente da attacchi teologici ritenuti eretici. Così successe ad esempio riguardo alla divinità di Cristo a seguito della diffusione dell'arianesimo, contro cui si espresse il Concilio di Nicea nel 325 d.C., convocato appositamente da Costantino. Riguardo all'Assunzione, l'antica tradizione, unanimemente accettata da parte della Chiesa cattolica, non necessitava di nessuna difesa, e quindi la relativa proclamazione del dogma è stata fatta solo nel XX secolo, sollecitata dalle pressione che la critica scientista moderna ha operato su tutti gli aspetti della fede cattolica.I cristiani ortodossi e armeni celebrano la Dormizione di Maria. L'uso del termine "dormizione" (in latino dormitio) deriva dalla dottrina, sostenuta da gran parte dei teologi, che Maria non sarebbe veramente morta, ma sarebbe soltanto caduta in un sonno profondo, dopodiché sarebbe stata assunta in cielo. Né la Dormizione né l'Assunzione sono un dogma presso gli Ortodossi o gli Armeni.Né l'Assunzione né la Dormizione fanno parte della dottrina anglicana e sono rigettate dalla maggior parte degli anglicani. Tuttavia nella "Chiesa alta" si propende per la seconda, più che per la prima. La Commissione internazionale cattolica/anglicana (ARCIC), un organo di dialogo teologico ecumenico, in un documento di discussione del 2005 (non vincolante né per la Chiesa Cattolica Romana, né per la Comunione anglicana) ha però proposto che il dogma dell'Assunzione di Maria "è compatibile con le Scritture".[3] Le chiese protestanti (per esempio quella evangelica), invece non credono nell'Assunzione di Maria, di cui non si parla nel Nuovo Testamento.L'Assunzione di Maria è uno dei misteri della gloria nella devozione del Santo Rosario.

SOLENNITA' DELLA MADONNA ASSUNTA NELLA DIOCESI DI ORVIETO - TODI - 13 E 14 AGOSTO 2017

Anche quest’anno la comunità cristiana di Orvieto si appresta a vivere la solennità di Maria Assunta in Cielo, titolare della Basilica Cattedrale e Patrona del Comune.

A partire da sabato 5 agosto, infatti, la comunità è invitata a ritrovarsi ogni sera in duomo per preparare la festa della sua Patrona. “La splendida cattedrale che i nostri padri vollero dedicare a lei – si legge nel manifesto - si aprirà ad accogliere i laici, i religiosi e le religiose e le singole parrocchie, che verranno a turno a portare davanti alla Madonna desideri, promesse, fatiche e speranze, affidandole alla sua materna intercessione”.

Dalla data suddetta fino a sabato 12 sarà celebrata una novena: in Duomo, alle ore 17.30 preghiera del rosario e alle 18 la messa presieduta dai parroci delle parrocchie della città e dei quartieri periferici (durante tale periodo la messa delle ore 9 è sospesa). Per domenica 6, invece, questo il programma: celebrazioni eucaristiche alle ore 9 e 11.30; alle 17.30 il rosario e alle 18 la santa messa capitolare.

Domenica 13, in Duomo, alle ore 9 messa e inizio ostensione del Sacro Corporale; alle 11.30 santa messa parrocchiale; alle 17.30 il rosario; alle 18 messa capitolare; inoltre, alle ore 11 della stessa giornata, in piazza Duomo arrivo del “Covone”, tradizionale carro della festa del Covo di Campocavallo di Osimo, che quest’anno omaggia la città di Orvieto raffigurando il Duomo.Alle ore 21, sempre domenica, santa messa nella chiesa Collegiata di Sant’Andrea e San Bartolomeo e a seguire un concerto di musica classica dedicato a Maria Assunta ed eseguito dell’OrvietoarmonicO.

Lunedì 14, giorno della vigilia, nella Chiesa Collegiata di Sant’Andrea, alle ore 18, il Vescovo Benedetto Tuzia presiederà la concelebrazione eucaristica; seguirà, alle ore 19, la Solenne Processione da Sant’Andrea al Duomo (i fedeli sono invitati ad addobbare finestre e balconi lungo il percorso della stessa).

Martedì 15Solennità di Maria Assunta in Cielo:

ore 09.00 santa messa

ore 11.30 messa pontificale e benedizione papale, presieduta dal Vescovo; alle

ore 18.00 messa capitolare e conclusione ostensione del sacro Corporale.

A Todi la festa si celebra, con vari appuntamenti, nella chiesa della Madonna della Neve, che si trova nel territorio della parrocchia del Ss. Crocifisso.

Ricordiamo, poi, le diverse Parrocchie della Diocesi in cui il 15 agosto ricorre la Festa Patronale della Beata Vergine Maria Assunta in Cielo, ovunque celebrata con grande fervore:

S. Maria Assunta e S. Valentino in Acqualoreto;

S. Maria Assunta in Ammeto;

S. Maria Assunta e S. Fortunato in Casalalta – Canalicchio;

S. Maria Assunta e Santi Giovanni Battista e Bartolomeo in Collevalenza - Chioano - Rosceto – Torrececcona;

S. Maria Assunta in Duesanti;

S. Maria Assunta in Montecchio;

S. Maria Assunta e S. Lorenzo in Montegabbione – Montegiove;

S. Maria in Ponterio – Pian di Porto;

S. Leonardo in Prodo – Colonnetta;

S. Maria Assunta della Spineta in Fratta Todina;

Maria Ss. Assunta di Montesanto in Todi.

Questa festa della Madre celeste - che in qualche modo fa da spartiacque tra l’anno pastorale vissuto e quello che è alle porte - aiuti tutti noi ad alzare lo sguardo e aprire i nostri cuori, per camminare sempre con fervore, generosità e rinnovato entusiasmo nel percorso che ci attende.(fonte Diocesi Orvieto - Todi

 

STORIA DEL MIRACOLO EUCARISTICO DI BOLSENA

Nell'estate del 1263 un sacerdote boemo, di nome Pietro da Praga, iniziò a dubitare della reale presenza di Gesù nell'ostia e nel vino consacrati. Il sacerdote si recò allora in pellegrinaggio a Roma, per pregare sulla tomba di Pietro e fugare i suoi dubbi: il soggiorno romano lo rasserenò e intraprese il viaggio di ritorno. Percorrendo la via Cassia si fermò a pernottare a Bolsena, dove i dubbi di fede lo assalirono nuovamente. Il giorno successivo celebrò la messa nella chiesa di Santa Cristina.

Secondo quanto tramandato dalla tradizione, al momento della consacrazione l'ostia cominciò a sanguinare sul corporale. Impaurito e confuso il sacerdote cercò di nascondere il fatto, concluse la celebrazione, avvolse l'ostia nel corporale di lino e fuggì verso la sacrestia. Durante il tragitto alcune gocce di sangue caddero sul marmo del pavimento e sui gradini dell'altare.

Pietro da Praga si recò subito dal papa Urbano IV, che si trovava a Orvieto, per riferirgli l'accaduto. Il pontefice, allora, inviò a Bolsena il vescovo di Orvieto per verificare la veridicità del racconto e per recuperare le reliquie. Urbano IV dichiarò la soprannaturalità dell'evento e, per ricordarlo, l'11 agosto 1264 estese a tutta la Chiesa la solennità chiamata Corpus Domini, nata nel 1247 nella diocesi di Liegi per celebrare la reale presenza di Cristo nell'eucaristia, in contrapposizione alle tesi di Berengario di Tours, secondo le quali la presenza eucaristica di Cristo non era reale, ma solo simbolica.

Per custodire il corporale venne edificato, a partire dal 1290, il duomo di Orvieto, al quale si aggiunsero la cappella del corporale, nel 1364, e la cappella nuova, nel 1504. Urbano IV, inoltre, affidò a Tommaso d'Aquino il compito di preparare i testi per la liturgia delle ore e per la messa della festività, e stabilì che il Corpus Domini dovesse essere celebrato il primo giovedì dopo l'ottava di Pentecoste.

La Chiesa cattolica riconobbe ufficialmente il miracolo eucaristico, le cui reliquie si conservano nel duomo di Orvieto: nella cappella del corporale sono custoditi l'ostia, il corporale e i purificatoi. L'ostia e il corporale, nel 1338, furono collocati nel reliquiario di Ugolino di Vieri, dove si trovano attualmente. Il reliquiario venne posto, a partire dal 1363, nel tabernacolo in marmo che si trova nella stessa cappella. L'altare dove sarebbe avvenuto il prodigio fu collocato, fin dalla prima metà del XVI secolo, nel vestibolo della piccola basilica ipogea di santa Cristina a Bolsena: le quattro lastre di marmo macchiate di sangue sono, dal 1704, all'interno della cappella nuova del miracolo a Bolsena. Una quinta lastra fu donata, nel 1574, alla parrocchia di Porchiano del Monte.

CONTROVERSIE E ANALISI SCIENTIFICHE SUL MIRACOLO

Secondo Maurizio Magnani, «La Chiesa assunse una posizione netta circa la presenza reale, e non simbolica, di Gesù nell'ostia e nel vino consacrati solo intorno al 1150».

L'antropologo Alfonso Maria Di Nola, in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera il 26 marzo 1995, evidenziò tuttavia che «Nel periodo tra il 1200 e il 1300 la Chiesa è testimone di una lunga controversia tra domenicani e francescani che riguarda la transustanziazione»,in quanto l'orientamento della Chiesa non era stato accettato dalla totalità dei fedeli, e, nei decenni a seguire, si erano susseguiti accesi dibattiti, anche fra membri del clero, circa la presenza reale o simbolica di Gesù.

Questa situazione, aggiunge Di Nola, «produsse una folla di miscredenti e di dubitanti che alcuni miracoli avrebbero potuto convincere, piegandoli alla tesi della reale trasformazione» dell'ostia nel corpo di Cristo.Secondo Magnani, proprio in questo clima si verificò l'evento di Bolsena, che sarebbe stato utilizzato da papa Urbano IV «per sancire, una volta per tutte, il dogma della reale presenza di Cristo nelle ostie consacrate».In realtà Urbano IV si limitò a estendere a tutta la Chiesa, nel 1264, la solennità del Corpus Domini, mentre il dogma relativo alla transustanziazione fu fissato nel 1551 durante la XIII sessione del Concilio di Trento.

Secondo Johanna C. Cullen, ricercatrice presso la Georgetown University di Washington, il sanguinamento dell'ostia di Bolsena è facilmente spiegabile con la presenza di unbatterio molto comune, la Serratia marcescens, che, in periodi di caldo e in luoghi umidi, produce su pane e focacce un abbondante pigmento rosso vivo chiamatoprodigiosina, di consistenza leggermente viscosa, facilmente scambiabile per sangue fresco.La Cullen, inoltre, riuscì a riprodurre in laboratorio gli effetti del presunto miracolo.

L'esperimento della Cullen venne ripetuto con successo, nel 1998, dal dottor Luigi Garlaschelli, ricercatore del dipartimento di chimica organica dell'università di Pavia, il quale utilizzò una fettina di pane di forma circolare.Garlaschelli, inoltre, fece notare che il sangue che sgorga da cibi ricchi di amido sia un fatto storicamente noto, narrato fin dall'antichità.Nel medioevo, a causa dell'ignoranza della popolazione, episodi del genere venivano anche sfruttati per aizzare i fedeli contro gli ebrei, incolpati di aver pugnalato le ostie che sanguinavano.

J.W. Bennett e Ronald Bentley, ricercatori di biologia molecolare alla Tulane University di New Orleans e di scienze biologiche all'università di Pittsburgh, nel 2000 replicarono il miracolo in laboratorio facendo agire laSerratia marcescens su alcune ostie, con risultati del tutto simili alle reliquie di Bolsena.

La Chiesa non ha mai permesso analisi sulle reliquie.Nel 1978 il vescovo di Orvieto e di Todi, Decio Lucio Grandoni, chiese un'analisi scientifica, ma la sua richiesta venne respinta dal capitolo della cattedrale di Orvieto.

LA SOLENNITA' DEL CORPUS DOMINI AD ORVIETO

EVENTI LITURGICI  DEL 18 GIUGNO 2017 AD ORVIETO

Ore 5,45 - Accoglienza dei partecipanti alla Marcia della Fede giunti da Bolsena alla Piazza del Duomo di Orvieto con sosta a Piazza Sant'Andrea.

ore 6,00 - Cerimonia di Ostensione del Sacro Corporale

ore 7,30 - Santa Messa celebrata da S.E.Monsignor Bendetto Tuzia Vescovo della Diocesi di Orvieto Todi

ore 9,00 - Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Eminenza il Cardinale  Giuseppe Bertello, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano

ore 10,30 - Storica Processione del Corpus Domini ed al termine Benedizione con il SS. Sacramento davanti al sagrato della  Piazza del Duomo;

ore 18,00 - Santa Messa e Reposizione del Sacro Corporale

ore 19,00 - Concerto della Banda dell’Esercito sul sagrato del Duomo

CONSERVAZIONE ED ESPOSIZIONE DEL SACRO LINO NEL DUOMO DI ORVIETO

Conferenza stampa presieduta da S.E. Monsignor Benedetto Tuzia, Vescovo della Diocesi di Orvieto Todi sulle modalità di studio, conservazione ed esposizione del Sacro Lino del Miracolo di Bolsena.

IL TRIDUO PASQUALE NELLA COLLEGIATA DEI SS.ANDREA E BARTOLOMEO

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ITriduo Pasquale è il tempo centrale dell'anno liturgico e celebra gli eventi del mistero pasquale di Gesù Cristo, ossia l'istituzione dell'eucarestia, del sacerdozio ministeriale e del comandamento dell'amore fraterno, e la passione, morte, discesa agli inferi e la resurrezione.

EVENTI IN PREPARAZIONE ALLA SANTA PASQUA 2017

La Santa Pasqua è la principale solennità del Cristianesimo. Essa celebra, secondo tutte le confessioni cristiane, la Risurrezione di Gesù, che avvenne nel terzo giorno dalla sua morte in croce, come riportato dalle Sacre Scritture.

La data della Pasqua, variabile di anno in anno secondo i cicli lunari, cade infatti la domenica successiva al primo plenilunio di primavera, determinando anche la cadenza di altre celebrazioni e tempi liturgici, come la Quaresima e la Pentecoste.

La Pasqua cristiana presenta importanti legami ma anche significative differenze con la Pasqua ebraica.

Dal punto di vista teologico, la Pasqua odierna racchiude in sé tutto il mistero cristiano: con la passione, Cristo si è immolato per l'uomo, liberandolo dal peccato originale e riscattando la sua natura ormai corrotta, permettendogli quindi di passare dai vizi alla virtù; con la Risurrezione ha vinto sul mondo e sulla morte, mostrando all'uomo il proprio destino, cioè la risurrezione nel giorno finale, ma anche il risveglio alla vera vita. La Pasqua si completa con l'attesa della Parusia, la seconda venuta, che porterà a compimento le Sacre Scritture.

Il cristianesimo ha ripreso i significati della Pasqua ebraica nella Pasqua cristiana, seppur con significativi cambiamenti, che le hanno dato un volto nuovo. Le sacre Scritture hanno infatti un ruolo centrale negli eventi pasquali: Gesù, secondo quanto è stato tramandato nei Vangeli, è morto in croce nel venerdì precedente la festa ebraica, che quell'anno cadeva di sabato, ed è risorto il giorno successivo, in seguito chiamato Domenica (fonte "dominus") da cristiani e cattolici. Inoltre, questo evento venne visto dai primi cristiani come la realizzazione di quanto era stato profetizzato sul Messia. Questo concetto viene ribadito più volte sia nella narrazione della Passione, nella quale i quattro evangelisti fanno continui riferimenti all'Antico Testamento, sia negli altri libri del Nuovo Testamento, come nella prima lettera ai Corinzi, dove Paolo scrive:

« Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è resuscitato il terzo giorno secondo le Scritture. »
(Prima lettera ai Corinzi15,3-4)

L'accento si pone dunque sull'adempimento delle sacre Scritture, per cui i giudeo-cristiani, pur continuando a festeggiare la Pasqua ebraica, dovettero immediatamente spogliarla del significato di attesa messianica, per rivestirla di nuovo significato, cioè il ricordo della Passione e risurrezione. Il passaggio sembra essere chiaramente avvertito già da Paolo, quando, nella prima lettera ai Corinzi, scrive:

« Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, ma con azzimi di sincerità e verità »
(Prima lettera ai Corinzi5,7-8)

 

Il rapporto con la festa ebraica è rimasto nelle letture liturgiche del Sabato Santo che sono proprio quelle della Pesach, ma la festa più importante, la vera Pasqua cristiana è il giorno successivo in cui gli ebrei celebrano l'offerta del primo covone d'orzo e i cristiani la risurrezione di Gesù, il primo esponente della "messe" cristiana. Il fatto che Gesù sia risorto nel primo giorno della settimana ebraica sembrò doppiamente simbolico: in questo giorno Dio aveva creato l'universo e ora nello stesso giorno aveva inizio una nuova creazione.

Alla Pasqua settimanale, la domenica, si aggiunse quindi anche la Pasqua annuale, il giorno più importante dell'anno, celebrato dai discepoli con la consapevolezza sempre più forte di aver istituito una festa nuova con nuovi significati: è un evento straordinario, dove il bene trionfa sul male grazie a Gesù che, morto crocifisso, risorge infine dai morti.

 

Rappresentazione della Risurrezione di gesù ad opera di Raffaello Sanzio

Rappresentazione della Risurrezione di Gesù ad opera di Giotto

Rappresentazione della Risurrezione di Gesù da parte di Matthias Grunenwald